Essere dirompenti, l'ethos in Silicon Valley

Sabato in tarda mattinata siamo andati a Los Altos per incontrarci con Federico e Federica al parco giochi di Shoup Park. I bambini hanno giocato insieme per un'oretta, poi siamo andati a pranzo insieme in centro.

Los Altos è una cittadina residenziale di Silicon Valley che è piuttosto esclusiva. Ha circa 30-mila abitanti ed è incastonata tra Palo Alto, Mountain View, e Sunnyvale a valle e Los Altos Hills (ancora più esclusiva) a monte, è quieta e perfettamente in ordine.

Uno potrebbe pensare ad un campo profughi se vedesse un parco giochi affollatissimo con bambini strillanti di almeno 20 nazionalità diverse.

Se non fosse che ci sono anche tantissimi bambini di etnia mista in ogni combinazione immaginabile, sintomo che le nazionalità diverse hanno vissuto per molto tempo nelle stesse circostanze socio-economiche.

Le famiglie sembrano tutte felici, pulite, vestite in maniera attentamente casual.

E poi ci sono le macchine nel parcheggio. Non tutti guidano auto di lusso, ma le Porsche e le BMW si sprecano. È raro vedere una Ferrari al parco giochi, ma solo perché è difficile mettere un seggiolino in una Ferrari. Basta andare in centro per vederne un paio.

In mezzo a tutto questo benessere e tranquillità, noto una Tesla Model S con la targa DSRPTVE. Ovvero "disruptive", dirompente. La tecnologia che cambia il nostro modo di vivere è trainata da questo ethos, da questa filosofia di vita che pervade la Silicon Valley: essere dirompenti, cambiare completamente il modo in cui funzionano le cose.

La targa mi ha fatto sorridere, ma mi ha anche fatto pensare.

La mia esperienza nel vivere qui è che la ricchezza e il benessere non sono ostentati perché sono la norma. Ma l'estremo che stona un po', secondo me, è nell'ostentazione della propria attitudine verso l'innovazione.

Perché farsi la targa dell'auto "dsrptve"? È per ricordare a tutti che chi guida è più disruptive degli altri?

Altri esempi non correlati che vengono alla mente sono gli aperitivi per celebrare "l'innovazione". Il fatto che tutti hanno una startup e voglio far sapere a tutti che hanno una startup. Ma chi è davvero arrivato non ha una startup. Chi è davvero arrivato, aveva una startup ma ha fatto una exit e adesso, ancora meglio, è partner in un fondo di venture capital.

Il successo viene misurato ed espresso in maniere sempre più astratte, la scala dello status sociale ha più gradini che altrove. Questo è forse l'unico posto nel mondo dove un magnate russo potrebbe venir snobato perché dopotutto è miliardario grazie ad una concessione governativa per sfruttare risorse naturali, non è che ha creato diversi business che valgono miliardi di dollari e che hanno cambiato la vita a miliardi di persone nel mondo -- come quel tipo strambo in pantaloncini e ciabatte seduto accanto al nostro tavolino al bar.

Questo rimane un posto in cui si può cambiare il mondo, ma dobbiamo ricordarci che per ogni innovazione dirompente, la vita di tante persone cambia in maniera profonda e sostanziale. Lavori svaniscono, specializzazioni evaporano, le norme della società cambiano.

Vivendo qui, è facile vedere solo gli aspetti positivi dell'innovazione e voler essere dirompenti siccome tutti qui credono nel cambiamento.

Ma bisogna stare attenti perché, lontano da qui, il populismo e la paura offrono soluzioni ai problemi che sono tanto semplicistiche e persuasive quanto sono inefficaci e controproduttive. Ci sono solo poche centinaia di scienziati al mondo che sanno progettare una macchina volante ma ci sono molte centinaia di milioni di cittadini che hanno paura di perdere il lavoro e sono pronti ad esprimere il desiderio di fermare il tempo usando il loro voto ai seggi.

Quindi va bene essere disruptive, ma cerchiamo di portarci insieme il resto del mondo o finiamo per lanciarci in una spirale regressiva invece di migliorare le cose.
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