Storia della mia fuga dall'Italia. Parte 2/5: cosa vado a fare?

In ogni puntata di questa retrospettiva, risponderò ad una delle domande poste sul blog di un mio amico all'aspirante emigrante.

Nella prima puntata, ho già raccontato di come, nel 2007, i tempi fossero maturi per "cambiare". In questa seconda puntata racconterò come ho deciso che cosa sarei andato a fare.

2- Cosa vado a fare? 
Come tutte le persone che hanno avuto fortuna nella vita, c'è stato un momento nel mio passato in cui una manciata di persone hanno avuto enorme influenza sul mio futuro. Più precisamente, ci sono persone che mi hanno aiutato a rendere il mio futuro possibile.

Queste persone hanno offerto tre diversi tipi di supporto:

  • Materiale: aiuto pratico o finanziario
  • Morale: incoraggiamento, pazienza durante i momenti di stress
  • Intellettuale: inquadrare la situazione, esplorare prospettive


Come potete immaginare, sono grato ai molti che mi hanno aiutato nel tracciare il solco della mia vita. Ma nel contesto di questo capitolo della storia, c'è una persona in particolare da cui è cominciato tutto: uno dei dirigenti della prima azienda in cui ho lavorato aveva preso un MBA a Chicago Booth e, nel corso degli anni, mi disse più volte che avevo il profilo giusto per seguire un percorso simile.

Le prime volte non sapevo neanche cosa fosse un MBA perché sono cresciuto in un paesino senza molti contatti e senza molte opportunità. Con il tempo però, cominciai a farmi un'idea e a capire il potenziale di ricevere un'educazione in gestione aziendale di respiro internazionale.

Come raccontato nella prima puntata, nell'estate 2007 ero "pronto" per un cambiamento. Valicati i 30 anni (per molti versi, fu l'anno migliore della mia vita), moderatamente maturo, desideroso di crescita professionale e conscio di non avere molte opportunità a portata di mano.

A Luglio andai in vacanza per qualche settimana a Siviglia. Ci abitava David, un ragazzo spagnolo che avevo conosciuto molti anni prima e una mia cugina era li per l'estate, quindi sapevo che non sarei stato proprio solo. Ma visto che ero li, alloggiai in un ostello in centro per conoscere altri turisti in vacanza. Conobbi un sacco di backpackers americani e australiani e ci fu parecchio da divertirsi.

Una sera a metà vacanza, mentre sorseggiavo per i fatti miei un birrozzo sul terrazzo dell'ostello al tramonto, misi in fila un paio di ragionamenti e conclusi che volevo seguire un percorso formativo ambizioso: prendere un MBA.

A quel punto non avevo ancora fatto molta ricerca, quindi non sapevo di preciso che cosa mi sarebbe servito per essere ammesso, quanto costasse, in quale scuola fosse meglio studiare, quali fossero i tempi per applicare.

Quella sera, nello spazio di quella birra e di quel tramonto, raggiunsi solamente due conclusioni: presi atto di tutte le ragioni per cui stavo cercando di dare una svolta alla mia vita. E decisi cosa fare in merito.

Poi doccia, jeans e camicia, e via a mangiare tapas e girare i bar di Siviglia in ottima compagnia.
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