Retrospettiva sulla mia fuga dall'Italia. Parte prima.

Per una curiosa coincidenza, pochi giorni fa ho brevemente accennato a come alcuni Italiani vogliano scappare con il sogno di aprire un chiringuito. Ieri sera, portandomi in pari con il blog di un amico che vive a Capo Verde, ho scoperto che anche lui ne aveva parlato a Febbraio in post intitolato "voglia di fuga, che dio la beneduca"

Il contesto dei post era differente, ma la nostra opinione del chiringuito è la stessa.

Il suo post era una risposta a chi lo contatta per chiedere consiglio su come trasferirsi all'estero. Succede anche a me ogni tanto e sono tentato dallo scrivere una breve retrospettiva su come ho fatto io. Per i dettagli ci si potrebbe scrivere un libro, ma proverò a scrivere l'essenziale in 5 parti rispondendo alle 5 domande per il candidato fuggitivo.

1- Perché cambiare.
Il 2006 e 2007 furono due anni di profondi cambiamenti e realizzazioni fondamentali per me.

Finita la relazione più stabile e lunga che avevo avuto fino ad allora, occupato in un lavoro in cui le cose stavano andando molto bene e per il quale viaggiavo molto in Europa, puntuale nel mio impegno di fare pesi due volte alla settimana, stavo cominciando a maturare e a diventare grande.

Come un perfetto "late bloomer", per la prima volta nella vita avevo un po' di massa muscolare, vivevo da solo in un appartamento decente, stavo imparando a ballare la salsa, e la mia vita sociale stava accelerando in termini di intensità e varietà delle relazioni e delle persone che conoscevo. Per dire, in passato avrei dovuto avvisare mamma che non sarei rientrato per cena o avrei dovuto muovermi in punta di piedi per non disturbare i coinquilini. Tutto diverso in quegli anni.

Però, nonostante vivessi una vita più piena e soddisfacente che mai, c'era un fondamento di insoddisfazione che mi faceva sentire incompleto.

Da un lato c'erano il reddito e la crescita professionale. Pensavo che le cose a lavoro mi andassero abbastanza bene ma non riuscivo ad inquadrare un futuro in cui potessero accelerare per darmi una solidità finanziaria permanente e abbastanza risorse da poter comprare casa e metter su famiglia entro pochi anni -- questo è ciò che ho sempre considerato successo. C'erano un paio di cambiamenti di carriera all'orizzonte che avrebbero consolidato la mia posizione ma nulla di veramente convincente. Nella mia testa, la parola "successo" aveva un'altra faccia.

Poi c'era che, per quanto viaggiassi tanto, alla fine la mia vita era nel piccolo paese del Vercellese e questo fatto mi stava un po' stretto. Volevo scoprire il mondo, conoscere gente di culture diverse. Per qualche impulso interiore, continuavo a cercare di migliorare il mio Inglese guardando film e serie TV americane in lingua originale scaricate con torrent, sognando che un giorno mi sarebbe tornato utile.

E per finire, avevo voglia di imparare cose nuove. A lavoro stavo aggiungendo competenze ogni giorno a seconda del progetto. Nel 2005 avevo imparato a programmare in C# (un salto abbastanza semplice una volta che si conosce Java), avevo scritto applicazioni mobili anni prima che uscisse l'iPhone, e mi ero tuffato nel mondo Oracle. Nel 2006 fu l'anno di SQL Server, Business Objects, Crystal Reports -- Business Intelligence a spron battuto. Il 2007 fu un l'anno degli user requirements e del lavorare con i clienti.

Non ero cosciente del percorso su cui mi trovavo, ma stavo crescendo dall'essere uno sviluppatore, all'essere un Business Analyst, per poi diventare un Product Manager. Qualunque cosa fosse, avevo capito che il mondo del business era ampio ed interessante e volevo saperne di più.

Quindi per riassumere: perché cambiare? A metà 2007 volevo esplorare il mondo ed ero alla ricerca di una marcia in più a lavoro sia in termini di competenze che di fortuna economica.

To be continued con: Cosa vado a fare? Dove andare? Hai soldi da investire?

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