Papà fortunato

Questa sera, come una sera qualunque, sono rientrato dall'ufficio relativamente presto. Ho sgranocchiato un paio di patatine con Alessio, che mi ha "raccontato" la sua giornata.

Ho capito "fluffy", "ochi" (parco giochi), "yaya" (bambina), "casa", "papà".

Grazie ad alcuni suggerimenti da parte di Jenny, ho capito che stamattina hanno ritrovato "fluffy" (il criceto di peluche che ha in mano nella foto) nascosto in qualche posto improbabile. Nel pomeriggio sono andati al parco giochi, dove Alessio è sceso dallo scivolo insieme ad una bambina. Poi sono tornati a casa ad aspettare che arrivasse papà.

Nel frattempo abbiamo sentito delle sirene in lontananza e, arrampicandosi su una sedia, ha esclamato "iuuu outside"

Ho ripensato al post che avevo scritto oggi dopo pranzo e in un attimo ho saputo con certezza di essere tra i papà più fortunati del mondo, insieme ad altri i cui figli sono in salute e che non devono preoccuparsi di scappare da dove vivono, mettendo a rischio la vita della propria famiglia in cambio della speranza di un futuro di sicurezza e stabilità.

Ho anche deciso cosa posso fare da qui. Io e Jenny abbiamo fatto una piccola donazione a UC Berkeley ogni anno dal 2010. Crediamo ancora nella missione di formazione ed educazione di UC Berkeley, ma penso che quest'anno destineremo la nostra modesta donazione ad un'associazione non governativa focalizzata nel facilitare l'integrazione e l'educazione dei profughi.

Non so ancora quale associazione, accetto suggerimenti nei commenti. Grazie.
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