Cosa pensi dei mercati in questo momento?

Nel digest settimanale di uno dei blog che seguo, ho trovato un post interessante che mi ha ispirato a scrivere una cosa veloce su tutto quello che so sul tema degli investimenti e della finanza personale.

Il post che ho letto è intitolato "The worst question of them all" e racconta di come l'autore, che lavora come financial advisor (forse in Italiano si dice "promotore finanziario"?) odi sentirsi chiedere "So what do you think of the market right now?" -- ovvero "Allora, cosa ne pensi dei mercati finanziari in questo momento?"

Vedete, non è una domanda che mi infastidirebbe. Forse perché, nonostante siano più di 10 anni che il tema è un hobby che coltivo con discreta costanza, nessuno mi chiede mai la mia opinione. E forse è meglio così, perché chi mi conosce bene sa che mi lancerei in una lunga predica che cercherò di riassumere in questo post.

In questo momento, penso più o meno le stesse cose che pensavo ieri, un anno fa e molto probabilmente le stesse cose che penserò tra un anno e oltre. 
Penso che minimizzare i costi di gestione e di transazione sia il migliore predittore di performance futura. Se più investitori facessero come me, molti meno promotori finanziari potrebbero permettersi yatch e vacanze esotiche e più investitori sarebbero seduti su un tesoretto. 
Penso che la diversificazione attraverso mercati e strumenti finanziari sia l'unica cosa veramente gratis ed incondizionata che questo triste mondo abbia da offrire. 
Penso che avere in portafoglio strumenti semplici e trasparenti sia inversamente correlato alla probabilità che l'investitore resti con un pugno di mosche. 
Penso che scegliere come allocare il proprio capitale sia la decisione strategica che ci sia. 
Penso che la scelta di cui sopra debba essere sempre subordinata ad un'attenta valutazione della propria capacità di risparmio, da una stima delle proprie necessità di spesa futura, dall'avere un'aspettativa realistica della propria capacità di sostenere i rischi di perdite che conseguono dalle proprie decisioni, e dall'assicurarsi di aver fatto un calcolo, tanto approssimativo quanto fondato su dati empirici, per determinare se la performance che è ragionevole aspettarsi dall'allocazione scelta, combinata con rischio, risparmio, e necessità di spesa, abbia alte probabilità di far raggiungere gli obiettivi che ci si era posti in partenza.

Tutto qui.
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