Rompere il ghiaccio con il blog

Ho perso l'abitudine di scrivere sul blog e quindi mi avvicino al mezzo con esitazione, quasi imbarazzo.

Generalmente introspettivo ma non troppo riservato, non avrei grossi problemi a raccontare le piccole cose che accadono, se non fosse che il blog oggi come oggi mi sembra uno sconosciuto.

Ci sono diversi fattori che hanno contribuito al cambiamento delle abitudini. In parte è una questione di organizzazione dei tempi: tra lavoro, famiglia con bambino piccolo, e la scomparsa delle ore passate in navetta, non mi rimane molto tempo per me stesso in momenti della giornata in cui mi sento energetico e ben disposto a scrivere.

Non che mi lamenti del fatto che non passo più ore in navetta ogni giorno. Al contrario, la mia vita è migliorata drammaticamente da quando abbiamo lasciato San Francisco. Fare 10 minuti in Vespa per andare al lavoro è un sogno diventato realtà.

Un altro fattore è che ci sono tante cose che mi accadono ma di cui non posso o non voglio parlare. Durante questi quasi 5 anni in Google ho avuto conversazioni interessanti, ho avuto delle buone pensate, ho messo le mie mani pacioccose su tecnologie innovative. Ma per la maggior parte non posso o non voglio parlarne e siccome il lavoro occupa la gran parte delle cose che mi accadono durante la giornata, finisco per rimanere a corto di argomenti.

Potrei trasformare la missione del blog e parlare di tecnologia, di business operations, di operations management, e cosi' via. Oppure lasciare il blog dove sta e piuttosto scrivere un po' meno di frequente.

Non dimentichiamo che spesso contribuisco al blog privato che io e Jenny abbiamo creato quando e' nato Alessio. Video, foto, ed episodi di vita quotidiana confluiscono in un blog riservato a famiglia e pochissimi amici.

E parlando di altri posti in cui comunicare con i destinatari diretti, l'avvento di Whatsapp ha creato un modo semplice e ovvio per condividere idee ed episodi con gruppi di amici e familiari.

Quindi mi mancano il tempo, gli argomenti, e il blog ha competizione come mezzo mediatico. E' la fine? Tutt'altro. In seconda lettura, credo che il problema piu' profondo sia che sono cambiato un po' e non ho ancora trovato le parole per esprimere la mia nuova voce.

Sono passati quasi 7 anni da quando ho lasciato l'Italia. Guardo ai post dei primi due anni e quasi non riconosco la persona che scriveva. Nel frattempo sono certamente maturato, spero non inaridito, e mi sono abituato a vivere in un mondo e con una prospettiva che deve essere diversa da quella che avevo quando vivevo in Italia, perche' alle volte leggo le notizie e mi sento un alieno.

Nelle prossime settimane provero' a raccontare un paio di cose che io e Jenny stiamo facendo, vediamo se il blog continua a sembrarmi un estraneo o se ci riavviciniamo.
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