Il progetto e il barbone

Il progetto
Sotto Natale andremo in vacanza in Italia, nelle pianure del Vercellese. Siccome è una delle poche occasioni per rivedere amici e famigliari, ho cominciato ad organizzare dei momenti da passare insieme. Per esempio, mi troverò con pochissimi eletti per una corsa intorno al Lago di Viverone. Sono mesi che ci incitiamo ad allenarci a vicenda in un thread su Whatsapp. A seconda del percorso scelto, sarà una corsetta da 13-16km, non lunghissima ma comunque lunga abbastanza da richiedere una base di allenamento.

La situazione
L'elenco delle cose da fare per Domenica era lungo. Troppo lungo per poter ritagliare del tempo per un lungo. Scusate il gioco di parole, ma volevo andare a correre almeno 10km, che nel mio attuale stato di forma possiamo considerare un lungo e siccome la giornata sarebbe stata interamente dedicata a giro al mercato di Palo Alto e mobili da montare, non mi è rimasta che l'opzione di fare l'uscita di buon ora.

Il barbone
Con la sveglia puntata alle 6, sono uscito ben prima dell'alba. E mentre correvo lungo una Middlefield Rd. buia e deserta, tra le ombre sotto gli alberi ho visto un uomo venire nella mia direzione come barcollando mentre spingeva un carrello.

"Strano", mi sono detto. Contrariamente a San Francisco, dove i senzatetto pullulano, a Mountain View non mi sembrava di averne visti fino ad allora. Sarà la densità urbana molto ridotta rispetto alla città.

E infatti, mano a mano che ci avvicinavamo, mi sono accorto che non stavo correndo incontro ad un barbone, ma ad un neopapà!

Un papà che alle 6:30 circa, con una mano stava spingendo il passeggino di un neonato e con l'altra teneva un bicchierone di caffè di Starbucks. Cuffia in testa, occhi semichiusi, pallidissimo.

Mi sono ricordato delle prime settimane di Alessio. Circa un anno fa. Mi è venuto un brivido. Ero messo uguale o peggio.

Avrei voluto dirgli: "Coraggio, padre che sembra un barbone mentre tiene il neonato fuori casa all'alba per dare un po' di respiro alla madre-di-sicuro-non-meno-esausta. In poche settimane il pupo dormirà di più. Andrà meglio. Ce la farete."

Fine della storia
Questa storia si conclude all'alba, più o meno a metà corsa. Ho visto il sole sorgere sul campo volo della NASA mentre correvo sui terrapieni dello Stevens Creek Trail.

Il barbone/neopapà mi è tornato alla mente e per un istante ho riflettuto sulle mie fortune.

Alessio ha già un anno, è in ottima salute, e dorme bene la notte. Ho l'energia e la voglia di alzarmi alle 6 per andare a correre. Ho il privilegio di potermi preparare per questo mini-progetto con gli amici. È una bella vita, posso solo essere grato.

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