Cronache delle ultime ore a San Francisco

Martedì sono uscito presto da lavoro e ho guidato fino in città per incontrare il proprietario del nostro ex appartamento e restituire le chiavi.

Poi, per evitare il traffico apocalittico dell'ora di punta sulla 101, sono andato a lavorare ad un tavolino da Yakini Q, il mio bar preferito in città. Mi sono preso due macaroons, un te freddo e ho fatto quello per cui mi pagano: fare domande (via email, ovviamente), esprimere opinioni, fornire raccomandazioni, risolvere magagne. In breve, mettere le persone d'accordo.

Alle 19:15 sono uscito dal bar e mi sono infilato da Waraku, a due porte di distanza. Waraku è il nostro ristorante di ramen preferito nel quartiere di Japantown.

Yakini Q e Waraku erano a 5-10 minuti a piedi da casa. Mi ha fatto piacere passare le ultime ore da cittadino in questi isolati tranquilli e molto caratteristici.

Subito dopo cena, sono saltato in macchina e sono andato a casa a Mountain View. Alessio dormiva già, Jenny stava svuotando scatole.

La città mi mancherà un po': 
  • I tramonti limpidissimi
  • Le molte viste panoramiche
  • I parchi e il verde. Il Golden Gate Park è più esteso del paese in cui sono cresciuto
  • La varietà. Si andava dal Downtown con i grattacieli di una metropoli, ai surfisti vicino a Ocean Beach. Dagli isolati super-centrali eppure derelitti di Tenderloin alle mansioni esclusive con vista oceano di Sea Cliff. 
  • Gli stradoni dritti che tagliano la città, come California St. e Market St.
  • Il parco scenografico del Presidio, in cui a tutt'oggi rischio di perdermi senza Maps.

Ma ci sono anche parecchie altre cose che non mi mancheranno affatto. Per dire:
  • I drogati nel quartiere accanto, che comparivano spesso al negozio di liquori all'angolo (diciamo che è il nostro quartiere che non mi mancherà)
  • Le sirene incessanti
  • La mancanza cronica di parcheggio: 10 minuti per guidare in un posto e 20 minuti per trovare parcheggio sono la regola
  • Il fatto che attraversare Market St. da Nord o da Sud sia sempre un'impresa per via del traffico.
  • Il vento fastidiossissimo che tira quasi ogni giorno dell'anno, sopratutto di pomeriggio e costringe ad uscire sempre vestito a strati, non ci si abbronza mai nonostante ci sia spesso il sole.
  • L'ubiqua e spesso invadente presenza di senzatetto. Pare che San Francisco abbia lo stesso numero di senzatetto di New York che però ha 10 volte più abitanti.

Insomma, per me la vita è più semplice e piacevole nei sobborghi, vedremo se rimmarrò di questo parere...

San Francisco, incrocio tra Post St. e Laguna St. Vista al tramonto delle cupole della University of San Francisco e del quartiere Richmond

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