Ricordi d'autunno

Ritorno al mio blog esattamente 2 due mesi dal post piu' recente del 2 Settembre. Nelle ultime settimane della gravidanza di Jenny avevo deciso di prendere una pausa da "Il grande cielo" e ho continuato con questa pausa per un paio di settimane dopo la nascita del nostro piccolo Alessio.

Alessio e' nato il 16 Ottobre, tutto andato bene, mamma e bambino stanno bene e sono in ottima salute. Scrivero' di piu' su di loro nelle prossime settimane.

E cosi', dopo due mesi di assenza, ricomincio da uno di quei pensieri casuali che mi ricordano di casa in Italia. Questo e' gia' il sesto autunno che passo nella Bay Area e se da un lato sono contento di avere una marea di ricordi e di fantastiche esperienze vissute in questo angolo di mondo, non posso evitare di essere un pizzico malinconico nel notare le differenze.

Scrivo questo post indossando una maglietta. Riscaldamento spendo e finestre aperte, a San Francisco la temperatura e' primaverile di giorno per quasi tutto l'anno. L'aria e' sempre freddina, quindi se uscissi di casa avrei bisogno di una maglia e una giacca (che sia Luglio o Novembre), ma una maglietta e' sufficiente finche' resto al chiuso in una giornata di sole come oggi.

A confronto, se fossi stato in Italia nel giorno dei defunti, sarei andato al cimitero con i famigliari piu' stretti, indossando un cappotto pesante, guanti, e sciarpa. Mi sarei aspettato una di quelle giornate grigie e umide caratteristiche della Pianura Padana in autunno. Con le ossa ingelidite dall'umidita', avremmo probabilmente commentato sulle foglie gialle che cadono, la nebbia, le giornate corte.

In queste settimane, magari saremmo andati da mia zia Franca a raccogliere castagne nello splendido bosco sulle colline tra Cavaglia', Morzano, e Viverone. Dopo la raccolta, avremmo sgranocchiato un po' di caldarroste sfogliando vecchie foto di famiglia e raccontandoci le cose successe dall'ultima volta che ci siamo visti. Siccome e' passato poco piu' di un anno da quando e' mancata mia nonna Jose, avemmo pensato un po' a lei, agli episodi divertenti ed ai modi in cui ha influenzato positivamente le nostre vite.

Con gli amici, ci si troverebbe per un aperitivo, una cena, la notte di Halloween. Un po' infreddoliti, con i viaggi e l'abbronzatura dell'estate ormai un po' sbiaditi, magari si parlerebbe di cosa vogliamo fare per Capodanno. Vini rossi, salami, carni brasate, pasta ripiena, ampia selezione di grappe. Gogliardia e stupidita' a corredare l'affetto di 20 anni di amicizia.

Per l'inizio di Novembre, a casa ad Alice Castello avremmo finito da un bel po' di raccogliere le mele selvatiche in giardino. Come al solito, sarei l'unico che le mangia, preferibilmente tagliate a pezzettini e cotte nel microonde con un po' di zucchero di canna.

Anche quando vivevo da solo a Santhia', ad appena 10 km da casa dei miei, mi portavo un po' di mele selvatiche nel mio appartamento.

E' una di quelle cose che ho fatto sin da prima del mio incontro con un rasoio, ovviamente mi manca adesso che vivo a 10.000 km da casa dei miei.

Tutto questo flusso di pensieri mi e' venuto ieri in ufficio, quando nella mini-cucina al piano con snack e frutta fresca ho visto delle Cimson-Gold apples che tanto mi ricordano le mele selvatiche di casa. Un po' come avrebbe fatto Proust con le sue Madeleines.


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