Navette e il turista confuso

Le piccole cose che ti fanno sentire a casa.

Lo scenario è il seguente: la fermata della navetta coincide con la fermata dei bus di San Francisco.

Il paio di passeggeri del bus aspettano nella pensilina della fermata. Io e le decine di colleghi invece ci allineiamo lungo il muro della casa alle spalle della pensilina.

Stamattina, quando sono arrivato alla fermata, ho notato tre turisti Est Europei, padre, madre, e figlia tra i 20-25 anni, che confabulavano sul marciapiede, indecisi su dove mettersi ad aspettare il loro bus. La maggior parte della gente stava lungo il muro e ne avevano appena visti una ventina salire su un grosso bus bianco senza insegne che chiaramente non sembrava l'autobus giusto.

Dopo un po' di trattative tra di loro, si sono comunque allineati lungo il muro, ancora confusi ma timorosi di chiedere informazioni, e probabilmente convinti che 30 persone lungo il muro devono saperla più lunga di un paio di lupi solitari nella pensilina.

Poco dopo arrivano un bus di San Francisco e subito dietro un altro autobus bianco senza insegne. I tre si consultano brevemente e prendono una decisione coraggiosa: abbandonano il conformismo della coda lungo il muro e, sollevati dall'aspetto ordinario dell'autobus di città, si avviano verso una splendida giornata di visita della città.

Scene simili accadono più spesso di sera, quando vedo turisti ad Alamno Square che rimangono visibilmente confusi e a volte provano a salire sulle navette che stanno scaricando fiumi di giovani di ritorno dal lavoro.

Per qualche stravagante motivo, trovo queste scenette sempre un po' tenere. C'è l'elemento di sentirsi iniziato perché sono del posto, c'è l'elemento di sentirsi privilegiato perché il posto è magnifico, ma sopratutto c'è il fatto che ci sono poche cose più tenere di un turista smarrito ma con gli occhi pieni di avventura!
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