Snackbag

È un sacco che non mi faccio sentire ma ho 10 minuti e faccio che scrivere due righe.

Sono in partenza per Dublino per un breve viaggio di lavoro. Jenny mi ha appena consegnato un sacchetto di tela con alcuni snack per il viaggio, vero rito di passaggio ancora più che lasciarmi all'aeroporto.

Pochi giorni fa volevo scrivere un post intitolato:
"and then you wrap him like a burrito"
ma riassumo brevemente per non perdere il ricordo di questi momenti: stavamo parlando di come funzionano alcuni abitini per neonati. L'idea è di avvolgere il neonato in modo che si senta un po' come fosse ancora nell'utero. E per farmi capire, Jenny ha fatto il parallelo su come si avvolge un burrito. Mitica.

Ieri sera sorseggiavo un bicchiere di whisky a casa di un amico. Si era in quattro: uno arpeggiava con la chitarra elettrica, l'altro scambiava messaggi per rientrare in contatto dopo più di un anno lontano da San Francisco, il padrone di casa faceva la valigia per passare due settimane fuori città.

Ci si augura di star bene e di fare un buon viaggio. Ci si raccomanda di stare lontani dai social media e dal telefono, soprattutto se alticci. Probabilmente ci sono nuovi orizzonti e nuove terre da esplorare davanti a noi. Avanti così. Ci saranno scossoni, ma è così che si va avanti.
Posta un commento

Post popolari in questo blog

Paure sui mercati

Linus che dice arrivederci

Il lato positivo e il lato preoccupante