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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Sette camicie (non le proverbiali)

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Forse anche otto o nove. Jenny ha deciso che è giunto il momento di fare un quilt ed è andata all'assalto della mia pila di camicie dismesse.

Nei mesi e negli anni mi ha fatto mettere da parte le camicie che, per un motivo o per l'altro, non mi andavano più bene: che fosse il colletto liso, una macchia indelebile, o le spalle diventate troppo strette, ogni tanto infilava la testa nel mio armadio e procedeva al sequestro del bene dismesso.

Ed ecco che pochi giorni fa, ho scoperto cosa aveva in mente. Un po' come giocare a scacchi con un avversario più in gamba di te: ne capisci la strategia quando ormai è troppo tardi.

Sono seguiti un paio di giorni interlocutori in cui sta valutando se creare un tappeto per il salotto entro l'estate. Ma non ho dubbi: presto rivolgerà la sua attenzione ai brandelli illustrati qui sotto e il quilt nato dalle mie camicie diverrà realtà.


Un giorno diverso dagli altri

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Per qualche motivo oggi sembra tutto molto diverso dal solito. Sarà che è Lunedì ma sono a casa dal lavoro per celebrare il giorno di Martin Luther King.

Sarà che il sole splende tiepido, regalandoci un altro giorno di eterna primavera.

Sarà che ho appena guardato l'inaugurazione di Barack Obama per il suo secondo mandato. Rimango ispirato dal discorso del Presidente. In Italia potremmo dire che le sue parole erano costellate dalla solita retorica Americana. Più vivo qui però, più direi che erano parole che dipingono una nazione che crede in se stessa e si prende sul serio. Erano le parole di chi è nato e cresciuto in una nazione di opportunità invece che di privilegi.

E mi permetto di citare il mio passaggio preferito, che forse più riflette il mio credo esistenziale:
We've always understood that when times change, so must we.



Frullatore atomico

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Come premessa non correlata, ieri sera sono andato all'aperitivo di BAIA a Palo Alto.

Durante l'aperitivo ho incontrato diversi Italiani che vivono in zona e fatto due chiacchiere con Mauro Battocchi, il nostro nuovo Console a San Francisco.

Il Console e' in citta' gia' da alcuni mesi ed ero curioso di incontrarlo in persona, dopo che la scorsa estate aveva postato in Youtube questo simpatico video.

Dopo l'aperitivo sono uscito a cena con Federica (che cura il blog di cucina "the international cooking blog"), Federico e Stefano.

Sempre bello uscire a cena con amici e tra scherzi e battute, ho raccontato del nostro nuovo frullatore Vitamix Professional Series 500.

Ha un'impostazione "frozen dessert": gli butti dentro cubi di ghiaccio, un po' di frutta (che so, un avocado, una pesca, delle fragole), un po' di zucchero. Accendi il motore e in un paio di minuti hai un sorbetto cosi' denso che non si muove anche se scuoti il cont…

Burocrazia che funziona

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L'appuntamento era alle 10 di un Venerdì mattina. Sono arrivato in zona con largo anticipo, dopo aver accompagnato Jenny al lavoro in Vespa.

Ho fatto colazione in uno Starbucks, letto un po', dato un'occhiata alle email.

L'appuntamento era in un ufficio governativo per far avanzare la procedura per un permesso di lavoro, nulla di straordinario.

Ma è pur sempre governo, cosa ci possiamo aspettare?

Cosa mi aspettavo:

Di entrare in un edificio con tre corridoi, quattro scale, nessun cartello con delle indicazioni e nessun assistente in vista per aiutareUna volta giunto allo sportello giusto, trovare una coda di almeno 30 personeMetà degli sportelli chiusi e 4 o 5 impiegati a chiacchierare nel retro sorseggiando un caffè
Invece:

Quando mi sono presentato alle 9:48, all'ingresso c'era una guardia che ha controllato i documenti, verificato che fossi in lista, e allungato un modulo da compilare mentre aspettavo che chiamassero il mio numeroNon ho fatto in tempo a scriver…

Buon anno a tutti!

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Un messaggio veloce per augurare un felice 2013 a tutti gli amici che leggono questo blog.

Le "vacanze di Natale" sono quase finite e domani si torna in ufficio.

La mia pizza prosciutto e funghi sta cuocendo in forno. Jenny sta rosolando in padella dei pan-fried dumplings.

In queste settimane di festa siamo andati in Ohio per Natale. È stato piacevole vedere la neve e rientrare a San Francisco prima che mi si gelasse il naso. In questo luogo di eterna primavera, si finisce per dimenticarsi cos'è veramente l'inverno.

Ho anche avuto il piacere di godermi un ufficio semi deserto, con tutto il focus che segue la quiete.

Ieri sera abbiamo festeggiato a casa di amici canadesi, guardando "The Hunger Games" e sgranocchiando polpette, gamberetti e cupcakes.

Insomma, tutto tranquillo, vita ordinaria.

Oops, il timer mi richiama all'ordine. Buon anno!!