Porsi degli obiettivi difficili da raggiungere

[caption id="attachment_1141" align="alignleft" width="300" caption="Grand Teton Park, Wyoming"][/caption]

Ok, spero di non passare per fanatico, ma credo che sia una cosa importante.  Nella vita bisogna provare a fare cose che ci sembrano impossibili - o quantomeno molto difficili.

All'inizio dell'impresa, c'è l'incertezza e la voglia di mettercela tutta per riuscirci.  Alla fine ci può essere eccitazione e sensazione di trionfo.  Oppure sconforto se no ce la si è fatta.

In ogni caso, c'è la soddisfazione di averci almeno provato e la consapevolezza di conoscere un po' meglio i propri limiti.

Per fare un esempio, lo scorso weekend ero in Wyoming per il matrimonio di un'amica di Jenny.  Racconterò del viaggio e del matrimonio magari in un altro post.  In questo post vorrei raccontare della corsa forse più bella che io mi ricordi.  Ne batte molte altre, ai piedi delle Alpi o attraverso il Golden Gate Bridge.

Circa 18km, da Jackson Hole a Teton Village.  Altitudine media sopra ai 2000m (e qui era la sfida). Purtroppo, non molta quiete perché c'è solo una strada quindi passavano macchine.  Ma un panorama da mozzare il fiato.

Lungo il percorso sono passato accanto a cavalli che ruminavano pacifici, ho corso all'ombra degli alberi delle colline, ho contemplato le montagne e il cielo mentre attraversavo la prateria.

Nelle ore prima di questo allenamento, diverse persone (sconosciuti compresi), hanno chiamato questa avventura una follia.  Tutti davano per scontato che sarei stato male e avrei avuto bisogno di aiuto perché non ero abituato all'altitudine.

Fiato più corto del solito, quello sì.  Ma l'ho corsa tutta, con gli occhi sgranati di un bambino davanti ad un vassoio di caramelle. Ho fatto indigestione di panorami e all'arrivo, dopo una salutare doccia, mi sono sbafato un hamburger spesso un palmo e mezzo.

Sono i piccoli successi che hanno richiesto fatica, lavoro duro, e concentrazione che mi fanno sentire bene, realizzato, e consapevole delle mie capacità.

Sono questi piccoli episodi che mi ricordano che non bisogna mollare mai.  E che i limiti che crediamo di avere, spesso non sono che invenzioni di altri. O muri costruiti da noi stessi.

Guardate oltre il muro. Buttate giù il muro. E godetevi il panorama.
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