Runaway train

[caption id="attachment_807" align="alignleft" width="300" caption="Runaway train"][/caption]

Il mio treno per Milano sfreccia -puntuale- nella pianura Padana di un ordinario 1 gennaio. Il cielo e’ blu in alto, ma la foschia ingrigisce l’orizzonte. I filari di alberi che portano alle cascine interrompono ogni tanto la distesa triste (o suggestiva, a seconda di quanto si e' abituati a vederla) dei campi di riso ghiacciati del panorama del Vercellese di inverno.

Questo non e’ un runaway train nel senso della famosa canzone dei Soul Asylum, ma e’ comunque un treno su cui son salito con un bagaglio di pensieri e risoluzioni degni del primo giorno dell’anno.

Ieri sera, brindando con gli amici a casa di Elena mi sono ritrovato a pensare che si, questo 2010 e’ forse l’anno in cui piu’ che mai ho sogni da realizzare. Nel 2009 ho iniziato e portato avanti tante cose, accumulato e costruito. A maggio finiro’ l’MBA ad Haas e in questo ultimo semestre ci saranno tanti temi su cui tirare le fila. E’ il momento di cominciare a trasformare, di realizzare il lavoro fatto in qualcosa di tangibile.

Prima di tutto, trovare un lavoro. Questo e’ un argomento che non affronto di solito sul blog, ma di recente mi ha occupato in qualche modo. Cosa voglio fare, dove voglio essere, perche’? La famiglia andra’ meglio o peggio se sono lontano? Le persone care mi mancheranno di piu’ o di meno con il passare degli anni?

Con cosi’ tante decisioni da prendere e sogni da trasformare in realta’, non resta che fare una cosa. Stare sereni.

"Chi vuol essere lieto, sia:Di doman non c'è certezza" (Canzona di Bacco, Lorenzo De' Medici)





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