il peperoncino, il cameriere e la barriera culturale

Giovedi’, subito dopo la mia presentazione finale, Mariana e Ruth (le due ragazze a destra nella foto) volevano festeggiare all'Olive, un bel ristorante italiano in Bangalore. Ne e’ venuta una bellissima serata.

Ma c’e’ stato un momento di difficolta’. Nonstante i camerieri parlassero un buon inglese e il menu elencasse gli ingredienti, e' successo il solito problema.

Ho chiesto di non avere peperoncino. Il cameriere ha detto ok. Ma il piatto di fusilli e’ arrivato con il peperoncino. Come al solito.

Gli altri ridevano mentre scrutavo il mio piatto. Prima che potessi dire qualcosa, il cameriere mi ha avvicinato da dietro e mi ha detto: “il cuoco ha messo un po’ di peperoncino perche’ il gusto e’ migliore”. Mi ha fatto imbufalire. Dopo 70 giorni passati in India a sentire questa scemenza, per me era troppo.

Intuendo che l’argomento non mi aveva convinto -anzi-, il cameriere e’ tornato in cucina con il mio piatto e si e’ ripresentato 10 minuti dopo con dei fusilli alla siciliana senza peperoncino. Ho potuto mangiare senza che mi bruciasse la bocca. Ho sentito il sapore di cipolla, melanzana, capperi, pecorino.

Grazie a Dio non sono riusciti a distruggere del tutto la mia capacita’ di percepire i gusti. Loro e il loro peperoncino.
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