Cronache del mio rientro a Berkeley (1)

<-- Malpensa. Carlo e Max mi hanno accompagnato all'aeroporto. Facciamo giusta colazione, conversando affabilmente


Nei primi tre post di Agosto, ho raccontato delle mie ultime ore a Bangalore e del fortunato check-in del volo Bangalore-Francoforte-Milano. Poi il nulla.

E' il momento di mettere le pezze, perche' non mi piacciono i black-out. Dunque, scriviamo le cronache:

Berkeley, CA. Alba di Lunedi 10 Agosto. Non dormo per via del fusorario e la voglia di scrivere sul blog non aiuta. Sono tornato negli Stati Uniti da un paio di giorni, Sabato pomeriggio.

Non molto da segnalare per quanto riguarda il volo: sedile di Economy, finestrino di sinistra, coda dell'aereo. Come un anno fa.

L'aereo plana sulla Baia di San Francisco e mi regala di nuovo una magnifica vista di un soleggiato giorno d'estate, come un anno fa. Se gia' l'anno scorso avevo riconosciuto qualche riferimento in virtu di un paio di viaggi fatti nel passato, Sabato ho saputo riconoscere cosi' tante cose!

Ad esempio, il parco Chavez, che offre un comodo circuito di 1 miglio e fontanella di acqua potabile. Ideale per i corridori, puoi incontrare professionisti cosi come truppe di mamme sovrappeso che spingono passeggini fatti apposta per correre.

La Marina di Berkeley, ovvero il porticciolo con le barche a vela.

La penisoletta di cespugli davanti ad Albany, dove adesso vive Lan (ad Albany intendo, non in mezzo ai cespugli...).

La penisoletta di palazzi davanti ad Emeryville, che negli allenamenti di corsa sul lungomare di Berkeley segna di solito meta' allenamento (quando l'allenamento e' piu' lungo di 20 km...).

Il Financial District di San Francisco e il mare di casette nei quartieri residenziali circostanti. La memoria mi ha tradito nel ricordare il nome di tutte le strade della citta'. Mi sono ricordato solo Market St. Che vergogna.

Il Golden Gate Bridge coperto da un nuvolone che si allungava all'imboccatura della Baia. Sole dappertutto, il nuvolone copriva praticamente tutto il ponte, lasciando visibile solamente la sommita' delle due torri che sorreggono il tutto.

Lo sbarco e' filato liscio, anche se ho dovuto aspettare 1 ora i bagagli. Vabbe', ho passato il tempo a reimpostare e risincronizzare il mio iPhone, che e' rimasto scollegato da internet per tutta l'estate!

Aiutato dall'applicazione iBart, ho potuto avvisare Gabriele del minuto esatto in cui sarei arrivato in Downtown Berkeley e mi sono avviato verso il mio secondo anno di MBA. Con cuore colmo di speranza, ottimismo e determinazione.

<-- Volo United Francoforte-San Francisco. L'orrido pasto ci ricorda che il cibo, per quanto non tossico come quello Indiano, non sara' comunque la cosa migliore che gli Stati Uniti abbiano da offrire.
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