Weedend a Singapore

Spettacolare.

Sabato abbiamo pranzato in un ristorante sushi in Orchard street. L'ultima volta che avevo mangiato sushi era stata la sera prima di partire dalla California e ho ricordato la serata con un sorriso.

Ho ordinato, tra le altre cose, sashimi di pesce spada. 5 grossi pezzi di pesce crudo, gustati con il sorriso. Al contrario dell'India, dove mi chiedo se mi svegliero' in ospedale anche se sto mangiando pane non lievitato.

Per cena, Satay ovvero spiedini di pollo, da intingere in salsa di arachidi e peperoncino. Non male.
A seguire, birra in Robertson Quay, dove abbiamo ordinato toast di carne cruda marinata e taglieri di stuzzichini, tra i quali figuravano prosciutto crudo, Emmental e salame. La potenza di sapori delicati travolgeva il mio palato in un'ondata di sensazioni.

Subito dopo, siamo andati a ballare al Butter Factory, locale suggerito dal mio compagno di corso Khan. Ottimo suggerimento! Musica, ragazze, un paio di drink, un sacco di risate. Cosa si puo' chiedere di piu' da una serata in un club?

Abbiamo fatto chiusura e dormito il giusto, per trovare le energie necessarie a trascinarsi nel calore equatoriale e andare a pranzo al Jumbo, catena di ristoranti famosi per una delle poche specialita' culinarie tipiche di Singapore: granchio piccante. Buonissimo.

Per pranzo ci ha raggiunti Hendrik, compagno di corso di Chris. Stara' a Singapore per un semestre. Invidia.

Passeggiata fino alla fontana del leone e foto davanti agli edifici dall'architettura piu' bizzarra... siamo dei turisti fatti e finiti... Poi corsa in metropolitana per tornare in Orchard street e comprare un pensierino a Ob.

E infine, check-in al Budget Terminal. Volo Tiger Airlines per Bangalore.

Gran weekend. Ci ricorderemo di Wendy i-across-the-street, di quanto io e Chris abbiamo preso in giro Ernest per averci portati al Night Safari (scemenza per turisti) e della frase piu' ripetuta nei due giorni "questo e' un posto in cui potrei vivere".
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