Un'uscita perfetta


Venerdi'. Cena. Obiettivo strategico: riuscire a correre una mezza maratona di allenamento nella mattinata di Sabato. Obiettivo tattico: caricare carboidrati senza bloccare lo stomaco per 12 ore. Avvio le trattative al ristorante dell'albergo.
"Vorrei 250g di penne, cotte al dente. Condite solo con olio di oliva, formaggio grattugiato e foglie di basilico."

Il cameriere, gentilissimo, fa la spola con la cucina 4 volte.
"No, non voglio la salsa di formaggio. No, non voglio curry. No, non voglio pepe sulla pasta. Tantomeno SALE sulla pasta. Il sale solo nell'acqua per favore, e non troppo se possibile. No non voglio peperoncino. No, niente burro. Foglie di basilico, saranno sufficienti"

Finite le trattative, vedo uno dei cuochi uscire sulla terrazza e strappare alcune foglie di basilico dal cespuglio del ristorante.

Quando il piatto arriva, e' esattamente cio' che ho ordinato. Mi emoziono. Non mi vergogno a dirlo. Non sono arrivato al punto di piangere, ma mi sono emozionato. Era gioia, era malinconia, era sollievo.

Sabato mattina, 7am, il gallo canta e scendo a fare colazione. 4 banane, 4 fette biscottate con burro e marmellata, 1 muffin, 2 croissant. Stomaco pieno pieno. Torno a letto.

Ri-sveglia alle 10am. Mi stiracchio pigro nel letto. Clima variabile - bene. Comincio a bere.

Ore 11am. Lascio due litri d'acqua, un PowerBar Energizer e un PowerBar Gel in reception. Esco a correre. Le 20 guardie al gate 6 non battono ciglio e mi lasciano uscire. Mi hanno gia' visto spesso in tenuta da corsa.

Per ogni giro intorno al campus (26-27 minuti), rientro e bevo mezzo litro. Al secondo giro, le guardie non sono troppo sorprese (non e' la prima volta che faccio due giri). Al terzo giro, sembrano una mandria che guarda il treno passare, sono in giro da piu' di un'ora. Al quarto giro, sorrisi, gomitate e stupore. La guardia che apre il cancelletto mi fa: "run all day sir?". Non potevo non ridere :-)

La gente per strada ha cominciato a riconoscermi e chiamarmi per salutarmi dai bar. I muratori al lavoro si fermavano a guardarmi, i bambini ridevano, alcuni ragazzi hanno corso con me qualche metro. Soprattutto al terzo e quarto giro, sono stato una specie di Forrest Gump...

Doccia, acqua. I battiti che scendono. Prendo una biciclettina fuori dall'albergo e attraverso il campus per andare da Domino's (catena internationale di pizzerie da asporto). Ordino una pizza formato famiglia. E' sabato pomeriggio, sono palesemente da solo. Ascolto i podcast di Deejay Chiama Estate.

I ragazzi della pizzeria mi osservano con attenzione mentre, una fetta dopo l'altra, mi mangio tutta la pizza. E' un po' imbarazzante, ma li capisco: di solito ci vogliono diverse persone per finire una pizza cosi' grossa. Soddisfatto, tracanno una Fanta e mando un sms a Ob, la compagna di corso Tailandese che sta facendo lo stage con me qui a Bangalore:

Great success. Un'uscita perfetta.
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