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Visualizzazione dei post da Luglio, 2009

L'ultimo monsone

Il mio stage in India e' finito, sono appena rientrato dall'ufficio per l'ultima volta, passeggiando sotto la consueta pioggia monsonica del pomeriggio. E' stato carino vedere tutti gli indianini aspettare che la pioggia passasse negli atrii degli edifici del campus.

Io la pioggia la prendevo volentieri, perche' sembrava quasi liberatoria e in ogni caso 2 minuti dopo sono arrivato alla guest house e ho potuto cambiarmi...

Mi sembra incredibile che 2 mesi fa io sia arrivato in India senza sapere un'h del tema di cui dovevo occuparmi, mentre ieri, ho presentato e difeso i miei punti con confidenza, come se sapessi davvero di cosa stavo parlando!

Altrettanto incredibile pensare che 2 mesi fa non sapessi assolutamente nulla dell'India. Ma veramente niente. Adesso non posso chiamarmi un esperto, ma dopo tutti questi viaggi nei weekend e uscite in citta' durante la settimana, ho almeno cominciato a capire la gestualita' degli indigeni..

Infine, a fine Maggio …

Lunga vita al mio iPhone

Questa sera andremo a cena al “The Only Place”, ovvero “L’Unico Posto”. Non lo hanno chiamato così per caso. Pare che sia uno dei pochissimi posti in Bangalore dove si possa mangiare carne di bovino. E l’unico dove la stessa venga cucinata in maniera decente.

Ho promesso di pagare cena a Kimberly, che ieri sera ha maneggiato il mio iPhone e lo ha sbloccato, rendendolo funzionante in qualunque posto del mondo. Ho immediatamente dismesso il telefono che avevo comprato in campus e ho ricominciato a usare il mio telefono preferito di sempre.

In merito al telefonino comprato in campus, mi sento di muovere una critica al modo in cui gli indiani spesso gestiscono il proprio business. Ritengo questo episodio particolarmente rappresentativo e portabandiera della moltitudine di episodi simili accaduti negli ultimi due mesi.

Si dice che un indiano non ti dira' mai di no. Quindi a domanda esplicita: "questo telefono funzionera' se vado fuori dall'India?"

La risposta, con scuotim…

Questione di coraggio... e di fortuna

Seguo le questioni Italiane piuttosto salutariamente, perche' accetto di inghiottire pillole amare solamente in piccole dosi e raramente ce ne sono di dolci nei siti di informazione con dominio ".it".

Oggi pero' ho trovato un tema (e un commento) interessante e leggero. E che mi ha dato un po' da pensare.

Questo e' il link all'articolo che racconta la storia, mentre questo e' il link all'articolo che mi e' piaciuto di piu' e che vorrei commentare.

La storia, in termini molto ampi, si riferisce alla solitudine dei single e alla voglia di sposarsi e sistemarsi in un mondo che invece valorizza carriera e relazioni fugaci e leggere.

In un mondo in cui vogliamo piacere a tutti, chi ha il coraggio di voler piacere a una persona sola?

In un mondo in cui possiamo provare ad incrociare le strade per breve tempo con tutti quelli che ci piacciono, chi ha il coraggio di scegliere una sola persona e farla finita con gli incroci?

Come si fa a decidere che una…

Megh (clouds)

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Un'amica mi ha scritto un'email:

"This is Harry (the one with the moustache), a friend. He told me that they have a whole series of songs devoted to "megh"—clouds (rain clouds, stormy clouds, etc). so they set up on some hill and actually play in the rain. Reminded me of you."


Dottoressa Gio' e Luilly, nel lontano 2002, mi prendevano in giro chiamandomi "poeta con la piuma sul cappello che sorseggia malinconico del te' sulle rive del fiume Danubio".

Tre osservazioni veloci:
Il soprannome che avevo nel 2002 e' piuttosto elaborato, per essere un soprannomeLe cose importanti non cambiano, come scrive Tom Clancy in "Caccia all'Ottobre giallo-rosso"Questa mia amica ha colto -quasi- in pieno la mia anima poetica di persona a cui piacciono i cieli. Cosi' come dice il titolo del mio blog, del resto... solo che lei non puo' saperlo, visto che non capisce un'h di Italiano :-) PS. "Caccia all'Ottobre giallo-ro…

Dove sto andando

Ho passato una Domenica notte offuscata da inquetudini e pensieri. Sono sicuro di sapere dove sto andando?

Magari ho soltanto avuto un weekend troppo intenso di feste alla fashion week di Bangalore. Open bar e ore piccole stancano non solo il fisico, ma anche l'anima.

Un'email da scuola mi ha ricordato che nel mio futuro prossimo iniziera' una hiring season (ovvero sara' tempo di cercare un lavoro).

Una tigre entra ed esce dalla gabbia del leone. E, una volta uscita, da una zampata quando il leone non se lo aspetta. Come dice un amico, alle volte il leone farebbe bene a tenere la gabbia chiusa.

Poi tanti amici stagisti sono partiti nel weekend e altri partiranno stasera. Abbiamo condiviso tante avventure belle e brutte in giro per l'India e adesso saremo sparpagliati ai 4 angoli del mondo, rivedro' le persone piu' care? Forse.

Non bastasse, prima di dormire ho guardato "Santa Maradona". Storia di formazione del protagonista, che stimola la voglia di do…

Fashion week, addii e shock culturale

Ieri e' iniziata la settimana della moda di Bangalore (Bangalore Fashion Week). Ecco un altro link.

La fortuna ha voluto che l'evento venisse organizzato nell'hotel dove andiamo ogni tanto per una birra dopo l'ufficio! Siamo andati a parlare con gli organizzatori esprimendo il nostro interesse. Devo ammettere che l'aspetto occidentale e l'abbigliamento da ufficio ci ha aiutato ad essere credibili e a procurarci i pass per gli eventi piu' interessanti.

Un paio di designers ci hanno avvicinati piu' incuriositi e interessati a fare amicizia con degli stranieri che a vendere (almeno per ora).

Insomma, la missione ha avuto successo e gia' ieri pomeriggio abbiamo assistito ad un paio di sfilate. Ma il botto e' arrivato in serata, con lo spettacolare party sul tetto dell'albergo, con piscina annessa.

Di solito, quella magnifica piscina giace totalmente inutilizzata, contemplata da 10 camerieri senza nulla da fare. Ieri sera la piscina era altrettanto i…

Maybe tomorrow

Ero di umore incerto quando mi sono svegliato stamattina... Direi fosco ma non ero certo per cosa. Ho fatto la doccia (American boy, direbbero i miei amici più cari), rasato, vestito.

Ho chiamato in reception, perché internet nella mia stanza non funziona da un paio di giorni e non posso scrivere email. Ho passato un minuto a contemplare lo schermo, pensando che mettere su facebook le foto di Singapore come prima cosa è stato un errore. Avrei dovuto rispondere ad alcune email finché ne avevo la possibilità.

Ieri sera una persona di Toronto mi ha chiesto dove vorrei andare se potessi scegliere. La prima risposta che mi è volata in testa è stata "to a place that I can call home", ovvero "in un posto che posso chiamare casa". Curioso no? Molti avrebbero detto qualche posto esotico dove andare in vacanza...

Esco dalla stanza con l'iPhone in cuffia. Shuffle. Parte "Maybe Tomorrow", degli Stereophonics. Che è una bella canzona ma soprattutto, ironia della sort…

Weedend a Singapore

Spettacolare.

Sabato abbiamo pranzato in un ristorante sushi in Orchard street. L'ultima volta che avevo mangiato sushi era stata la sera prima di partire dalla California e ho ricordato la serata con un sorriso.

Ho ordinato, tra le altre cose, sashimi di pesce spada. 5 grossi pezzi di pesce crudo, gustati con il sorriso. Al contrario dell'India, dove mi chiedo se mi svegliero' in ospedale anche se sto mangiando pane non lievitato.

Per cena, Satay ovvero spiedini di pollo, da intingere in salsa di arachidi e peperoncino. Non male.
A seguire, birra in Robertson Quay, dove abbiamo ordinato toast di carne cruda marinata e taglieri di stuzzichini, tra i quali figuravano prosciutto crudo, Emmental e salame. La potenza di sapori delicati travolgeva il mio palato in un'ondata di sensazioni.

Subito dopo, siamo andati a ballare al Butter Factory, locale suggerito dal mio compagno di corso Khan. Ottimo suggerimento! Musica, ragazze, un paio di drink, un sacco di risate. Cosa si puo&#…

In caso di H1N1...

Vorrei essere a Singapore.

Navigando su internet nelle scorse settimane, mi e' capitato di leggere di alcune mutazioni del virus H1N1 gia' avvenute. E pare molto probabile che prima o poi diventi piu' letale, piu' facilmente trasmissibile, resistente ai farmaci con cui gli infettati sono stati curati. Pare insomma una strage globable pronta a scoppiare.

Se cosi' fosse, a Singapore non mi sentirei piu' in pericolo che in Europa o negli Stati Uniti. Anzi. A Singapore sono forse stati scottati negli anni passati dalle prime manifestazioni di influenza aviaria e da quella polmonite strana (mi sembra che la chiassimo SARS) e, grazie al fatto che sono ricchi e organizzati, si sono attrezzati e combattono con durezza per evitare la diffusione di malattie infettive.

Davanti ai locali misurano la temperatura a tutte le persone in coda. In ogni bagno pubblico ci sono istruzioni su come lavarsi le mani come chirurghi. Ovunque ci sono simpatiche statue a forma di leone (simbo…

A nord dell'Equatore

Approfitto di un momento in cui sono sveglio, Ernest e' in bagno, e Chris resiste ai nostri tentativi di trascinarlo fuori dal letto.

Siamo arrivati a Singapore da poche ore e stiamo facendo una pennica prima di vistare la citta'. La scorsa notte abbiamo lasciato la caotica, rumorosa, sporca, super-trafficata Bangalore e con un volo notturno ci siamo ritrovati all'alba ad un paio di fusorari piu' in la'.

I contrasti. La scorsa notte, andando in aeroporto, abbiamo impiegato 90 minuti per percorrere 28km. La calcolatrice mi dice che abbiamo viaggiato ad una media inferiore ai 20 km/h.

Stamattina, tutto era organizzato e pulito. La coda per prendere il taxi era organizzata meglio che in Europa. Per strada, nessuno suonava il clacson, tutti rispettavano le corsie. Autostrade e svincoli impeccabili. In pochi minuti eravamo al nostro hotel in centro. La forza del contrasto e' evidente solamente a chi l'ha vissuto.

Colazione in albergo. Formaggio! Che gioia, ho fatto …

Un'uscita perfetta

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Venerdi'. Cena. Obiettivo strategico: riuscire a correre una mezza maratona di allenamento nella mattinata di Sabato. Obiettivo tattico: caricare carboidrati senza bloccare lo stomaco per 12 ore. Avvio le trattative al ristorante dell'albergo.
"Vorrei 250g di penne, cotte al dente. Condite solo con olio di oliva, formaggio grattugiato e foglie di basilico."
Il cameriere, gentilissimo, fa la spola con la cucina 4 volte.
"No, non voglio la salsa di formaggio. No, non voglio curry. No, non voglio pepe sulla pasta. Tantomeno SALE sulla pasta. Il sale solo nell'acqua per favore, e non troppo se possibile. No non voglio peperoncino. No, niente burro. Foglie di basilico, saranno sufficienti"
Finite le trattative, vedo uno dei cuochi uscire sulla terrazza e strappare alcune foglie di basilico dal cespuglio del ristorante.

Quando il piatto arriva, e' esattamente cio' che ho ordinato. Mi emoziono. Non mi vergogno a dirlo. Non sono arrivato al punto di piangere…

Conclusions (or extreme homesickness...)

I came to the conclusion that eating extremely spicy food, and saying that it can be considered "normal food", is just an example of cultural relativism. Some things are wrong. Period. (*)

I want to eat melanzane alla parmigiana. I dream of my mother’s lasagne. Literally. At night I happen to dream of my mother’s lasagne.

I want to have an omelette that is not either hyper-salted or mouth-burning spiced.

I want to enter a bar, raise a finger and say "cappuccino e brioche, per favore" and get a real cappuccino. And a real croissant.

I want to eat a steak that has not been turned green and yellow by the shovels of spices that the cook threw on it.

I want to make it up with my digestive system. We lived in peace for so many years... why do I have the feeling at we are at war now?

(*) The first line was a provocation rather than my real belief. I understand that appreciating some tastes and flavors is a matter of habits and of how the culinary culture of a Country evolved…

Sheila

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Nota anche come "cinghialona" o "Ezechiele lupo", ci manchera' questo prorompente ed ingombrante bestione peloso. Ci manchera' la peculiare capacita' di creare un baccano insopportabile, la sorprendente abilita' di fare versi non comuni, la scanzonata freschezza dei "ma vaf****" che sapeva dare con uno sguardo.

Ma soprattutto, mancheranno la compagnia, l'affetto e la voglia di giocare.











Correre in condizioni estreme

Durante il weekend appena passato non abbiamo viaggiato e siamo rimasti a Bangalore. Questa scelta coincide con la volonta' di dedicare energie alla preparazione atletica. Ed ecco che Domenica, dopo colazione, mi sono preparato psicologicamente per un buon lungo.

Ho dovuto correre in condizioni estreme... e' stata durissima.

Caldo estremo... Bangalore e' su un altopiano a circa 1000m di quota. La stagione piu' calda e' alle spalle. Ieri era molto ventilato e ha piovuto a tratti. Non era il caldo a essere estremo.

Insolazione... mi sono un po' scottato i deltoidi, perche' ho corso con una canottiera tecnica e non esponevo le spalle cosi' tanto al sole da quando ho lasciato Berkeley. Ma niente di particolarmente fastidioso. Non era il sole il mio problema.

Traffico estremo... Ho corso su una strada che ormai conosco bene. Tolti i primi km da correre tra i campus delle varie multinazionali, il resto e' aperta campagna e villaggi. Comunque ieri era Domenic…

Fasi della vita

Sono sempre alla ricerca di nuove tendenze musicali. Non con l'intensita' di un adolescente, ma mi piace sentire cose nuove.

Ad esempio, provo sempre a capire cosa passano DJ Linus e Nicola all'inizio e alla fine dei podcast che rendono disponibili sul sito di radio deejay. Oppure, qui in India ho sentito un paio di melodie da discoteca che ritengo piuttosto interessanti e che credo un giorno potrebbero prendere anche in Occidente.

Ma alla fine, poeta con la penna sul cappello quale sono, finisco sempre con il coccolarmi con qualche classicone. Non c'e' niente da fare!

Sara' una fase della vita, ma nell'ultimo paio di mesi favorisco specialmente Dire Straits e Vasco Rossi. Anche piu' di U2 e Ligabue, che sarebbero tradizionalmente piu' vicini al mio Io...