Ma che succede in Italia?

I miei compagni di corso mi inoltrano i link al video in cui il Silvio nazionale chiede di palpare una signora, mentre fa le foto su delle macerie.

Sicuramente scherzava. Direi comunque che non sia un comportamento appropriato in una situazione sia ufficiale che drammatica, sopratutto per gli standard di comportamento di tutto il resto del mondo.

Di una cosa posso assicurarvi. Quando qualche illuminato esponente di partito, magari durante il TG, vi racconta sorridente che Berlusconi migliora l'immagine dell'Italia all'estero, non credeteci. C'e' gente che non sa nulla di politica, ma sa elencare almeno 5 gaffe tremende che hanno fatto passare gli italiani per dei pagliacci.

E venire preso in giro perche' qualcuno che mi rappresenta fa il buffone a 9 fusorari di distanza, e' per me ragione di considerevole disappunto.

Ma torniamo all'argomento di cui vorrei scrivere. Quel link mi ha incuriosito e sono tornato ad aprire un paio di siti di informazione italiani che non visitavo da giorni. Per scoprire cosa?

Titoli allucinanti: "L'italia non diventera' multietnica", immigrati che si suicidano pur di non venire rimpatriati, candidati politici che propongono la segregazione razziale sui mezzi pubblici...

Ma dove stiamo andando ragazzi?

Qui Rosa Parks, la signora che nel 1955 inizio' la protesta contro la segregazione sui bus in Alabama e' praticamente eroe nazionale. Gli scherzi sulla razza non fanno ridere molto e c'e' uno sforzo continuo per garantire l'uguaglianza dei diritti e la diversita' in ogni ambito.

“The surest way to corrupt a youth is to instruct him to esteem more highly those who think alike than those who think differently.” Nietzsche. The Dawn

Capisco che accettare in casa propria chi la pensa diversamente non e' facile. La novita' fa paura, che sia il colore della pelle, una lingua mai sentita, tradizioni sconosciute, abiti insoliti. E' giusto assicurarsi che chi arriva rispetti cio' che trova. Ma elevare muri non aiutera'.

E tenendo la gente fuori dal nostro piccolo cerchio non e' solo umanitariamente ingiusto ed egoista, ci porta anche a rimanere culturalmente e mentalmente indietro.

Ci siamo scordati dei milioni di Italiani che sono andati a vivere in altri Paesi e li hanno trovato casa? Quando e' toccato a noi, ci faceva piacere essere trattati da bestie come e' successo a tanti e in tanti posti?

O e' stato meglio per coloro a cui e' stata riconosciuta la dignita' di esseri umani che avevano bisogno e che hanno avuto l'opportunita' di costruire la propria vita e sfamare la propria famiglia?

Mia opinione: occhio ragazzi, a percorrere la strada del razzismo e della xenofobia si puo' finire molto -ma molto- male.
2 commenti

Post popolari in questo blog

Paure sui mercati

Linus che dice arrivederci

Il lato positivo e il lato preoccupante