Il "colloquio di lavoro" con il professore

Ieri ho avuto un colloquio di lavoro con un professore. Qui in Business School molti professori si avvalgono dell'aiuto degli studenti PhD o MBA per tenere i corsi. Quelli che in italia si chiamano "borsisti". Qui si chiamano GSI.

I GSI possono avere ruoli e responsabilita' molto diversi: c'e' chi tiene vere e proprie lezioni in classe e chi semplicemente verifica che tutti gli iscritti al corso abbiano consegnato i loro homeworks.

Io sto valutando per quali corsi sono qualificato per fare il GSI l'anno prossimo. Poche settimane fa mi sono candidato al primo: Principles of Business. E' un esame prerequisito per gli studenti dei primi anni che vogliono specializzarsi in business nell'ultimo anno di universita'. L'eta' media della classe e' 20-21 anni.

E' uno dei corsi in cui per un GSI c'e' di piu' da fare, perche' bisogna tenere vere e proprie sessioni di discussione e corregge gli homework, ma e' anche molto interessante, perche' consente di rivedere a fondo tutti concetti studiati nel primo anno di MBA. Particolarmente utile per me che non avevo un background di business.

Il professore assume 8 studenti MBA ogni anno, che lo aiutano in entrambi i semestri. Quest'anno siamo in 24 candidati. Conosco diversi degli altri candidati (del resto sono miei compagni di corso...) e sono tutti tremendamente in gamba... Accidenti, aspra competizione.

Ieri ho avuto il "colloquio di lavoro". E' stato duro, ma so che e' stato duro anche con gli altri.

Parlando di rugby, ha commentato che sicuramente sono un pessimo giocatore, perche' ho ancora tutti i denti.

Quando mi ha chiesto del blog, gli ho risposto che scrivo della mia vita e di cosa faccio qui in Berkely. Il suo commento e' stato: "fammi vedere i tuoi interessi... dunque... rugby, corsa... sei in business school, la tua vita' e' cosi' noiosa! non capisco su cosa tu possa bloggare!"

Ed era serio. E' stato tremendo, ma credo che volesse solo vedere la mia reazione.

Entro la fine della settimana fara' sapere chi e' dentro e chi no. Incrocio le dita...
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