NYC Marathon - Capitolo IV - Central Park

Ho aspettato. Ho lasciato sedimentare. Dopo cosi' tanti mesi, cosa resta nei ricordi?

Ricordo che quando siamo entrati a Central Park, il cuore batteva come un tamburo. Non per la fatica della corsa. Ma per l'emozione.

Ricordo che a ogni falcata, sorpassavamo qualcuno. Una specie di miracolo.

Ricordo che sulla sinistra c'era tantissima gente che tifava: Forza. Way to go. Ce l'avete quasi fatta. You're almost there. Bravi!

Ricordo di aver guardato a destra per cercare Carlo con lo sguardo.

Ricordo di aver chiesto "Carlo ce la fai?". E lui gonfiare le guance e sgranare gli occhi, ma accennare un si con la testa, come a dire "Stanco ma si, ci sono". Carlo c'e'.

Ricordo che quando ho capito che mancavano solo un paio di curve, ho pensato di aver portato a termine qualcosa di importante per me.

Ricordo che quando Carlo si e' portato la mano al ventre, per un istante mi sono preoccupato. Poi vedendolo trafficare, mi sono ricordato che aveva la bandiera italiana annodata intorno alla vita, e ho pensato "Perbacco(*), se l'e' portata dietro per 42 km!". (*) a dir la verita' ho pensato un'altra esclamazione...

Ricordo uno spettatore italiano che riconoscendo la bandiera e' andato in delirio.

Ricordo lo sguardo di intesa che io e Carlo ci siamo scambiati pochi passi prima della linea d'arrivo, mentre distendevamo la bandiera.

Ricordo che un maledetto gigante olandese che aveva tagliato il traguardo 10 metri prima di noi, si e' fermato sulla linea e mi ha coperto nelle foto quando siamo arrivati.

Ricordo di aver chiuso gli occhi e di aver visto scorrere mille momenti.

Ho ricordato di quando correvamo sulle colline della Masseria e a Morzano nell'estate 2007, prima di andare in piscina al Lac et Soleil. La prima volta eravamo in 8. C'era anche Ivo, che quando e' arrivato alla fine era rosso in faccia come il logo della Coca-Cola. Ad un certo punto c'era la Salita del Rottweiler, e chi l'ha fatta almeno una volta, se la ricorda.

Ho ricordato di quando andavo a correre nelle sere d'autunno, in settimana. Uscivo di casa a Santhia' e cominciavo a correre verso Vettigne. Con addosso il giacchetto catarinfrangente per farmi vedere nel buio.

Ho ricordato di quando mi sono rotto un'unghia del piede sinistro. Dopo piu' di un anno, non era ancora guarita...

Ho ricordato di quando una domenica mattina di Dicembre, gelida ma soleggiata, io e Krusty siamo arrivati fino a Vettigne' per la prima volta.

Ho ricordato di quella volta che io e Carlo abbiamo corso intorno al lago di Bertignano in mezzo alla nebbia e alla fine avevamo la brina sulle sopracciglia.

Ho ricordato del gelo mortale a San Pietroburgo. Correvo dal Park Inn hotel fino all'aeroporto Pulkovo. Sul ghiaccio, nel vento, mentre nevicava. E Alberto, Claudio, Domenico, Enrico, Flavio, Pietro, Roby dicevano una sola frase: "sei pazzo"

Ho ricordato che quando ero in Germania non riuscivo ad andare a correre in settimana perche' dovevamo andare in ufficio troppo presto e tutte le sere andavamo a cena con il cliente e organizzarsi era impossibile.

Ho ricordato il caldo soffocante di quando correvamo in mezzo alle risaie tra Santhia' e Vettigne'. A ogni respiro l'aria rovente faceva evaporare un litro d'acqua dai polmoni.

Ho ricordato della pioggia gelida quando ho corso la mezza maratona di Vercelli con Rusty. La maglietta impregnata d'acqua era cosi' pesante e aderente alla pelle che per la prima volta mi sono sanguinati un po' i capezzoli.

Ho ricordato della prima volta che abbiamo fatto il giro del Lago di Viverone. Ci chiedevamo se ce l'avremmo fatta. E abbiamo sbagliato strada ad Azeglio.

Ho ricordato le risate durante le corse nei boschi con Ale P., Andrea R., Carlo, Krusty, Matteo, Max, Rusty.

Ho ricordato di quando parlavo di MBA, degli essay, del processo di selezione, delle prospettive. E nelle ore di corsa, i ragazzi che ascoltavano pazienti.

Ho ricordato di quando Krusty mi ha detto che non sarebbe venuto a correre la maratona. Mi fa male ogni volta che ci ripenso, ma poi rammento che a New York ci e' venuto lo stesso, per tifare e farsi un giro. E sorrido.

Ho ricordato della prima volta che ho corso una mezza maratona di allenamento a Berkeley. Non avevo messo insieme il fatto che era inizio Agosto, che Berkeley e' alla latitudine di Palermo e che il percorso che avevo studiato andava fin sulla cima delle colline. Ci misi 2h 30m. E arrivai mezzo morto, disidratato e coperto di polvere.

Ho ricordato di quando Mariah mi presento' ad Aaron e Ashley. In quell'istante realizzai che avevo trovato qualcuno con cui allenarmi qui a Berkeley.

Ho ricordato il sole e il vento delle corse con Ashley sul lungomare tra Albany e Emeryville. Alla fine dei "lunghi" da 30 km eravamo coperti di sale e le gambe mi facevano male.

Ho ricordato le telefonate con Daniele, che da Seattle mi dava suggerimenti e consigli su alimentazione e ritmi.

Ho ricordato gli amici, la fatica, il sudore, la pazienza, la determinazione.

Ricordo di aver riaperto gli occhi e di aver abbracciato Carlo. Ce l'avevamo fatta. Era finita.
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