giovedì 8 settembre 2016

Anniversario

Stamattina io e Jenny, per coincidenza, ci siamo svegliati tutti e due alle 4:30 per andare in bagno. Poi siamo tornati a letto.

Io sono riuscito solamente a sonnecchiare e alle 5:30 ho fatto che alzarmi e sono uscito a correre. Quando sono rientrato, mi sono steso sul pavimento del soggiorno accanto alla porta d'ingresso. Che è una porta scorrevole a vetri. I muri sono anche tutti vetri. Viviamo in una scatola di vetro. Affascinante esempio dell'architettura moderna di metà secolo in California.

Poco dopo, Jenny è uscita dalla camera da letto. Era ancora buio.

Ho detto: "Hi"
Lei è sobbalzata leggermente nel sentire una voce nell'oscurità ma mi ha riconosciuto. Ha chiesto: "Where are you?"
- "Lying on the floor, near the door" [Coricato sul pavimento, accanto alla porta]
-"Why?" [Perché?]
- "Cooling down, went out for a run" [Mi sto raffreddando, sono uscito a correre]
- "Mmmhh, you're creepy" [sei creepy, ovvero pauroso, losco, ma anche schifoso, ripulsivo]

Grazie cara, buon anniversario anche a te :-)

4 anni fa oggi ci siamo sposati in Italia. Più di 6 anni fa siamo andati a convivere. Quasi 7 anni fa abbiamo cominciato a uscire insieme.

Insieme abbiamo messo su famiglia, comprato casa, passato momenti difficili, vissuto momenti magici, preso decisioni complicate.

Ci sono giorni in cui ci scorniamo come due capre di montagna. Ci sono giorni in cui non posso pensare a come sarebbe la mia vita senza di lei. Spesso mi sorprendo a fantasticare sui viaggi che faremo insieme quando Alessio sarà grande e saremo in pensione. Spero tra non troppi anni.

Oggi ho bloccato un'ora e mezza in agenda. Ci troveremo a pranzo in centro a Mountain View per festeggiare. Buon anniversario.


martedì 30 agosto 2016

Trivial Bibbia

Stiamo passando alcuni giorni di vacanza nella "rust belt" americana. La regione del midwest famosa per un passato industriale glorioso ed un presente di decadenza e difficile trasformazione economica.

Come per ogni generalizzazione, anche in questo caso ci sono mille eccezioni e distinguo che rendono la definizione di "rust belt" quanto meno vaga.

Per esempio, Giovedì siamo arrivati a Cleveland, Ohio a trovare i genitori di Jenny. La cittadina nei sobborghi dove vivono i miei suoceri mi è sembrata tutt'altro che decadente.

Venerdì in giornata siamo saltati in macchina e abbiamo guidato 3 ore per arrivare nei sobborghi di Detroit a trovare degli amici dell'università che hanno bambini della stessa età di Alessio.

Durante il viaggio avrei potuto benissimo essere in pianura Padana. Caldo soffocante, umidità opprimente, distese di granturco alternate da boschetti verdissimi. Ci siamo fermati in un'area di sosta a caso in Michigan e abbiamo trovato un interessante museo sulla guerra del Vietnam ed un parco giochi ben attrezzato. Tutto ben tenuto, altro che decadente.

Quasi stessa cosa per Detroit e Birmingham in Michigan. Se da un lato abbiamo attraversato quartieri mezzi abbandonati e probabilmente pericolosi, Domenica mattina il centro di Birmingham era vibrante, pieno di negozi, ristoranti, persone in giro a fare commissioni, con un mercato in centro paese che non aveva nulla da invidiare al tanto celebrato mercato di Mountain View in California.

La cosa più ovvia per me, molto più della decadenza industriale che mi sembra già passata anche se ai giornalisti piace parlarne, è l'importanza della religione nelle comunità del midwest.

Per dire, ieri pomeriggio, mentre Alessio dormiva a casa dei nonni, io e Jenny siamo andati a farci un giro per negozi nella cittadina vicino a Cleveland dove è cresciuta. Ad un certo punto siamo passati da un Goodwill (tradotto letteralmente, significa "buona volontà").

Goodwill è una catena di negozi a livello nazionale (sono ovunque negli Stati Uniti) dove la gente dona le cose in eccesso, loro le riordinano e le rimettono in vendita a prezzi fortemente scontati. Ci si trova di tutto, ma veramente di tutto. E alle volte si comprano oggetti di valore per pochi dollari. Ovviamente ci sono anche un sacco di cianfrusaglie.

Sugli scaffali dei giochi da tavolo sono rimasto colpito nel trovare numerosi giochi con tema religioso. In questa foto, come esempio, vi faccio vedere la scatola del "trivial pursuit" sulla Bibbia. 5400 domande sulla Bibbia. C'è gente che la sera, con gli amici, si siede intorno al tavolo e gioca a chi ne sa di più di salmi, parabole, e lettere agli Apostoli.

Il ché mi ha ricordato che nel midwest essere Cristiani sembra quasi un valore patriottico. Con buona pace del primo emendamento della costituzione che sancisce libertà di religione.

giovedì 21 luglio 2016

Ozio pomeridiano

Oggi ho preso un giorno di ferie. Insolito. Di Giovedì.

Stamattina ho lasciato Alessio all'asilo un po' più tardi del solito. C'era confusione, con Kai che piangeva, Jay e Vydhab che si rincorrevano, Rachel che si fiondava sulle arance per lo spuntino di metà mattina. Miss Adela e Miss Valli hanno portato Alessio alla finestra per salutarmi mentre andavo via.

Siccome io e Jenny abbiamo da fare nel pomeriggio, Federica ci darà una mano e andrà a prendere il piccolo all'asilo per noi.

Adesso sto oziando dopo pranzo. Ho tre canzoni che mi girano in testa, un po' perché la radio è sintonizzata su LatteMiele e un po' perché oggi è una giornata diversa dal solito.

  • "Ho imparato a sognare" dei Negrita in versione semiacustica
  • "Mondo" di Cesare Cremonini
  • L'inno nazionale degli Stati Uniti, cantato da Lady Gaga al Super Bowl 2016 (link a YouTube in caso non si possa guardare il video dal blog)

L'ultima in canzone fa la sua figura, soprattuto sull'ultimo verso: "O'er the land of the free and the home of the brave!" ovvero, "[Gli Stati Uniti sono] la terra delle persone libere e la casa dei coraggiosi." Acuto finale condito dai Blue Angels che sorvolano lo stadio e folla impazzita.






domenica 19 giugno 2016

Lasciare l'Italia parte 5/5: Hai soldi da investire?

Lo scorso Febbraio, un mio amico ha pubblicato sul suo blog un commento personale ai molti che gli fanno domande su come lasciare l'Italia in cerca di miglior fortuna.

In quel post, chiedeva 5 domande all'ipotetico emigrante e mi sono divertito a rispondere alle sue domande a puntate sul mio blog. Questo blog è nato a fine Luglio 2008 alla vigilia della mia partenza per la California e avevo raramente accennato ai mesi di preparazione che mi avevano portato a lasciare l'Italia.

Prima di tutto, ecco il riassunto delle puntate precedenti:


Parte 5/5: Hai dei soldi da investire?
Questo è il tasto dolente per molti studenti MBA, ma naturalmente non per tutti. Una delle esperienze più interessanti che ho vissuto prendendo il mio MBA a UC Berkeley è che ho passato del tempo e fatto amicizia con persone benestanti.

Ci sono pochi dubbi quando il tuo vicino di banco ha un "III" alla fine del suo nome, quando ti unisci ad una conversazione in cui si parla di essere campioni nazionali nella squadra di golf dell'Università, o quando ti invitano alla casa di vacanza sul lago vulcanico di un Paese Sudamericano... Nessuna di queste persone ha faticato a racimolare i soldi necessari ad investire in se stessi.

Io invece ho faticato e preso qualche rischio che vorrei raccontare nelle prossime righe. Come per le puntate precedenti, quanto segue parrà naive per chi ha i mezzi e le connessioni. Per me è cominciato tutto con una connessione di cui ho parlato nel secondo episodio di questo racconto ma non avevo i mezzi, quindi ci volle qualche tempo per scendere a patti con il fatto che un MBA è sia caro che rischioso.

Mi viene un brivido a ripensare che nell'autunno 2007 mi sono dedicato ad un piano che mi avrebbe portato a rassegnare le dimissioni da un lavoro stabile, lasciare il posto in cui ero cresciuto, passare due anni senza lavorare, e spendere circa €150,000 tra retta dell'università, vitto, alloggio, viaggi e così via.

Non avevo tutti quei soldi, neanche lontanamente. Ma come mi disse il mio mentore: lui ha sempre reinvestito ogni guadagno in se stesso e il ritorno è stato altissimo.

E così buttai il cuore oltre l'ostacolo. Mia sorella e mio padre mi aiutarono a colmare parte della lacuna finanziaria prestandomi i loro risparmi di una vita.

Partii senza sapere come avrei finanziato il secondo anno, ma ricevetti $40,000 in prestito a tasso molto competitivo dalla scuola. Poi durante il secondo anno ridussi all'osso le mie spese di vitto e alloggio vivendo in un collegio chiamato International House e feci l'assistente del professore per un corso di business.

Mettendo tutto insieme, riuscii ad ammarrare alla fine degli studi grazie al sostegno finanziario di scuola e famiglia e grazie al lavoro part-time durante il secondo anno. Ma non avevo neanche un eurino in tasca, avevo una montagna di debiti, e corsi il rischio di non trovare lavoro per via della terrificante crisi economica che colpì gli Stati Uniti nel 2008-2010.

Ci volle un po' di sangue freddo e di spericolatezza, ma per fortuna tutto andò al suo posto.

Il mio patrimonio tornò positivo nel Gennaio 2012 e raggiunsi il breakeven nell'estate 2012. Tornavo ad avere esattamente gli stessi (pochi) soldi esattamente 4 anni dopo essere andato via. La differenza era che il mio patrimonio era rimasto piatto negli anni 2005-2008, mentre nell'estate 2012 la traiettoria era più incoraggiante ed in crescita. Mettere su famiglia e comprare casa hanno rallentato la traiettoria, ma non mi posso lamentare.

Per tirare le somme: per chi è già negli ambienti giusti e ha le risorse, un MBA è solo un pezzo di carta in un percorso predeterminato. Per chi invece parte con poco o nulla, un MBA è un'opportunità per cambiare vita ed avere accesso a lavori ed esperienze che sarebbero altrimenti precluse. Ma l'opportunità viene ad un costo ed un rischio non trascurabile. A me e a quasi tutti quelli che conosco è andata bene e ne è valsa la pena. Però quelli nel gruppo del "quasi" hanno avuto qualche grattacapo.

Tocca ad ognuno di noi giudicare il nostro potenziale e scegliere quanto investire. Non è solo una questione di soldi. Buona fortuna.