giovedì 21 luglio 2016

Ozio pomeridiano

Oggi ho preso un giorno di ferie. Insolito. Di Giovedì.

Stamattina ho lasciato Alessio all'asilo un po' più tardi del solito. C'era confusione, con Kai che piangeva, Jay e Vydhab che si rincorrevano, Rachel che si fiondava sulle arance per lo spuntino di metà mattina. Miss Adela e Miss Valli hanno portato Alessio alla finestra per salutarmi mentre andavo via.

Siccome io e Jenny abbiamo da fare nel pomeriggio, Federica ci darà una mano e andrà a prendere il piccolo all'asilo per noi.

Adesso sto oziando dopo pranzo. Ho tre canzoni che mi girano in testa, un po' perché la radio è sintonizzata su LatteMiele e un po' perché oggi è una giornata diversa dal solito.

  • "Ho imparato a sognare" dei Negrita in versione semiacustica
  • "Mondo" di Cesare Cremonini
  • L'inno nazionale degli Stati Uniti, cantato da Lady Gaga al Super Bowl 2016 (link a YouTube in caso non si possa guardare il video dal blog)

L'ultima in canzone fa la sua figura, soprattuto sull'ultimo verso: "O'er the land of the free and the home of the brave!" ovvero, "[Gli Stati Uniti sono] la terra delle persone libere e la casa dei coraggiosi." Acuto finale condito dai Blue Angels che sorvolano lo stadio e folla impazzita.






domenica 19 giugno 2016

Lasciare l'Italia parte 5/5: Hai soldi da investire?

Lo scorso Febbraio, un mio amico ha pubblicato sul suo blog un commento personale ai molti che gli fanno domande su come lasciare l'Italia in cerca di miglior fortuna.

In quel post, chiedeva 5 domande all'ipotetico emigrante e mi sono divertito a rispondere alle sue domande a puntate sul mio blog. Questo blog è nato a fine Luglio 2008 alla vigilia della mia partenza per la California e avevo raramente accennato ai mesi di preparazione che mi avevano portato a lasciare l'Italia.

Prima di tutto, ecco il riassunto delle puntate precedenti:


Parte 5/5: Hai dei soldi da investire?
Questo è il tasto dolente per molti studenti MBA, ma naturalmente non per tutti. Una delle esperienze più interessanti che ho vissuto prendendo il mio MBA a UC Berkeley è che ho passato del tempo e fatto amicizia con persone benestanti.

Ci sono pochi dubbi quando il tuo vicino di banco ha un "III" alla fine del suo nome, quando ti unisci ad una conversazione in cui si parla di essere campioni nazionali nella squadra di golf dell'Università, o quando ti invitano alla casa di vacanza sul lago vulcanico di un Paese Sudamericano... Nessuna di queste persone ha faticato a racimolare i soldi necessari ad investire in se stessi.

Io invece ho faticato e preso qualche rischio che vorrei raccontare nelle prossime righe. Come per le puntate precedenti, quanto segue parrà naive per chi ha i mezzi e le connessioni. Per me è cominciato tutto con una connessione di cui ho parlato nel secondo episodio di questo racconto ma non avevo i mezzi, quindi ci volle qualche tempo per scendere a patti con il fatto che un MBA è sia caro che rischioso.

Mi viene un brivido a ripensare che nell'autunno 2007 mi sono dedicato ad un piano che mi avrebbe portato a rassegnare le dimissioni da un lavoro stabile, lasciare il posto in cui ero cresciuto, passare due anni senza lavorare, e spendere circa €150,000 tra retta dell'università, vitto, alloggio, viaggi e così via.

Non avevo tutti quei soldi, neanche lontanamente. Ma come mi disse il mio mentore: lui ha sempre reinvestito ogni guadagno in se stesso e il ritorno è stato altissimo.

E così buttai il cuore oltre l'ostacolo. Mia sorella e mio padre mi aiutarono a colmare parte della lacuna finanziaria prestandomi i loro risparmi di una vita.

Partii senza sapere come avrei finanziato il secondo anno, ma ricevetti $40,000 in prestito a tasso molto competitivo dalla scuola. Poi durante il secondo anno ridussi all'osso le mie spese di vitto e alloggio vivendo in un collegio chiamato International House e feci l'assistente del professore per un corso di business.

Mettendo tutto insieme, riuscii ad ammarrare alla fine degli studi grazie al sostegno finanziario di scuola e famiglia e grazie al lavoro part-time durante il secondo anno. Ma non avevo neanche un eurino in tasca, avevo una montagna di debiti, e corsi il rischio di non trovare lavoro per via della terrificante crisi economica che colpì gli Stati Uniti nel 2008-2010.

Ci volle un po' di sangue freddo e di spericolatezza, ma per fortuna tutto andò al suo posto.

Il mio patrimonio tornò positivo nel Gennaio 2012 e raggiunsi il breakeven nell'estate 2012. Tornavo ad avere esattamente gli stessi (pochi) soldi esattamente 4 anni dopo essere andato via. La differenza era che il mio patrimonio era rimasto piatto negli anni 2005-2008, mentre nell'estate 2012 la traiettoria era più incoraggiante ed in crescita. Mettere su famiglia e comprare casa hanno rallentato la traiettoria, ma non mi posso lamentare.

Per tirare le somme: per chi è già negli ambienti giusti e ha le risorse, un MBA è solo un pezzo di carta in un percorso predeterminato. Per chi invece parte con poco o nulla, un MBA è un'opportunità per cambiare vita ed avere accesso a lavori ed esperienze che sarebbero altrimenti precluse. Ma l'opportunità viene ad un costo ed un rischio non trascurabile. A me e a quasi tutti quelli che conosco è andata bene e ne è valsa la pena. Però quelli nel gruppo del "quasi" hanno avuto qualche grattacapo.

Tocca ad ognuno di noi giudicare il nostro potenziale e scegliere quanto investire. Non è solo una questione di soldi. Buona fortuna.

sabato 11 giugno 2016

Storia della partenza dall'Italia - parte 4/5: Paradiso non esiste

Continuo a rispondere alle domande per l'ipotetico emigrante che il mio amico chiede sul suo blog.

Oggi siamo alla quarta puntata del racconto degli eventi che nel 2007/2008 hanno portato alla mia partenza nell'estate 2008 per andare a prendere un MBA alla UC Berkeley-Haas.

 Parte 4/5: Il paradiso non esiste
Ora, questa non è una domanda ma un'affermazione e quindi mi prenderò qualche licenza d'autore.

Nel suo blog, il mio amico discute come lasciare l'Italia per aprire un'attività all'estero non sia lineare. Nel contesto di lasciare l'Italia per un MBA all'estero, ho avuto difficoltà personali che vorrei condividere in questo spazio.

Probabilmente la mia storia sembrerà banale o naive se lavorate in consulenza o finanza e conoscete molte persone con un MBA. Ma spero che il mio racconto sia utile ad inquadrare la situazione per chi parte da indietro come ho fatto io.


Preparare GMAT o TOEFL? Sono due esami standard, entrambi prerequisiti per l'ammissione a qualsiasi programma serio. Come già spiegato, avevo poco tempo e ho fatto una scelta calcolata anche se rischiosa: ho studiato solo per il primo e ho dato i due esami nell'arco di una settimana.

Ero in modalità "o la va o la spacca" e ho scelto di puntare tutto sull'esame più complesso e sperato di sapere già abbastanza Inglese da cavarmela con il TOEFL.

La scommessa ha pagato, ma il mio consiglio è: cominciate a prepararvi per tempo per evitare di dover fare troppi compromessi rischiosi.


Preparare il GMAT. È un test attitudinale adattivo. La difficoltà delle domande parte da un livello medio e si adegua alla performance nel corso dell'esame. Dice che misura capacità logiche, analitiche, matematiche. In pratica, qualche forma di misura d'intelligenza. Ma secondo me misura 3 cose molto diverse dall'intelligenza:

  • Disciplina. C'è una marea di materiale disponibile per prepararsi al GMAT. Secondo me, quando c'è molto materiale e tempo illimitato per prepararsi, allora l'esame misura il livello di preparazione, non il livello di intelligenza. Bisogna avere molta disciplina per arrivare al livello di massima preparazione il giorno dell'esame.
  • Concentrazione. Quando l'ho dato io, era un esame che durava circa 4 ore, cominciava passando la prima ora a scrivere due brevi temi e il resto del tempo a rispondere domande di logica e matematica ad un ritmo di circa una ogni mezzo minuto. Quando ogni errore si paga, il successo dipende dalla capacità di rimanere concentrati a lungo.
  • Gestione dello stress. Bisogna prendere decisioni in fretta. Tipo decidere se investire 2 minuti su una domanda che sembra difficile o rispondere a caso per non perdere il ritmo. Risposta una domanda, bisogna passare alla successiva, senza esitazione o ripensamenti.

Una volta spiegato il mio punto di vista, si può capire la mia devozione all'esercizio. Durante l'autunno 2007, studiavo diverse sere della settimana e dedicavo il Sabato al GMAT, staccando la spina solo di Domenica. Il giorno dell'esame ero diventato una macchina da gmat.

Mi sono perso diverse belle serate con gli amici quell'autunno, ma ovviamente non ho rimorsi. 


Preparare gli essay. Se conoscete molte persone che hanno già preso l'MBA e siete estroversi, allora siete a cavallo. Se invece come me state cercando di capire questo strano mondo, allora vi aspettano settimane di agonia per scrivere esempi di una volta in cui avete dimostrato leadership in 300 parole o articolare per iscritto perché volete prendere un MBA e quali obiettivi di carriera avete nel breve e nel lungo termine.

Il mio consiglio è di leggere tanti libri su come farsi ammettere ad un programma MBA e studiare a fondo i website della scuola che vi interessa. Poi preparate una lista di messaggi e attributi che volete comunicare nella vostra applicazione e assicuratevi di essere più o meno mece nella redazione dei vostri essay. Buona fortuna.

lunedì 6 giugno 2016

La signora in diligenza

Venerdì scorso sono andato dal dentista. Prima volta dal Dicembre 2012. Nel frattempo, da circa un anno e mezzo, ho cominciato ad usare il filo interdentale ogni sera.

L'igienista dentale ha commentato positivamente su questa nuova abitudine, dicendo che mi aiuterà a non perdere i denti. E mi ha raccontato una storia.

Dice che quando cominciò a fare l'igienista dentale, a metà anni '80, una delle sue prime clienti era un'anziana signora di circa 90 anni. Faticava a camminare, ma aveva tutti i suoi denti in bocca. Stupita, le chiese come avesse fatto.

L'anziana signora disse di aver usato il filo interdentale tutti i giorni durante la sua vita, anche durante il viaggio in diligenza con cui era arrivata in California da giovane.

Il racconto è plausibile: se l'anziana signora aveva circa 90 anni a metà anni '80, vuol dire che era nata intorno al 1895 e che aveva circa 20 anni nel 1915. E la mia igienista aveva circa 20-25 anni a metà anni '80.

Ho trovato affascinante pensare a questa ragazza in viaggio in diligenza verso la California e di aver parlato con qualcuno che l'ha conosciuta in persona.